Parroci della Basilica
Parroci della Basilica

Possesso canonico Basilica Santa Croce
29 dicembre 2002

Eminentissimo Padre

La saluto con affetto e le esprimo gratitudine per questa sua venuta nella festa della Santa Famiglia.

Saluto il Sindaco ed i rappresentanti del Consiglio Comunale, gli esponenti del mondo della politica, tutte le autorità militari

La loro partecipazione testimonia il riconoscimento del ruolo morale, culturale, civile non solo della persona del parroco ma di tutta la comunità di S. Croce.

Ringrazio ancora una volta don Onofrio per il suo apostolato lungo e fecondo, conto molto sulla sua presenza orante.

Ringrazio i tanti amici preti incontrati nell’esercizio del ministero, in particolare negli anni della collaborazione in seminario con don Filippo Lucani ed ultimamente i tanti confratelli e laici della Zona del Vomero-Arenella.

Non ultimi i Vicari Episcopali con i quali ho potuto sperimentare le ansie pastorali della nostra diocesi.

Saluto i più stretti collaboratori, il vice parroco, il diacono, i catechisti, gli operatori pastorali, le suore, l’Unione Cattolica Operaia, sono la prima risorsa per la vita della parrocchia.

Un pensiero particolarissimo a coloro che portano anche nel corpo i segni della sofferenza, poveri ed ammalati, unici privilegiati che il vangelo ci consente di avere.

Nel giorno del possesso canonico, della ricostruita parrocchia di Santa Croce, il 29 dicembre 1799 il nostro Beato espresse così i suoi sentimenti: “Signore, niente io posso, niente io sono, niente io so, la Cura è vostra, nella vostra parola, come san Pietro, io mi getto in questo mare… O Gesù, io sono l’asinello sotto di voi, voi guidatemi, voi tiratemi, voi regolatemi”.

L’immagine dell’asinello, mi ha accompagnato in questi primi mesi di ministero ed è riemersa davanti al Presepe.

Il parroco è come l’asino di Gerusalemme, che nel giorno delle palme fu per il Messia una cavalcatura regale e pacifica, sento riecheggiare nel mio cuore il canto dei fanciulli ebrei, la domenica delle palme: “Benedetto Colui che viene nel nome del Signore!”.

Nell’intraprendere il ministero di parroco, so solo di portare Cristo sul mio dorso e ne sono fiero.

Sono io che lo porto, ma è lui che mi guida.

So che mi attendono sentieri scoscesi ma Lui continuerà a ripetermi “Il mio giogo è dolce e il mio carico leggero” (Mt 11,30).

Mi piace, infine pensare, anche all’asino che portò Maria sua Madre verso Betlemme o in fuga verso l’Egitto, “Ella pesava poco, perché tesa solo verso il futuro che si portava dentro” (Jules Supervielle) e tra le braccia.

Anche noi andiamo avanti con speranza, con gli occhi penetranti per cogliere l’azione di Dio e con cuore grande per diventare suoi strumenti e perseguire le scelte pastorali della Chiesa di Napoli: i giovani e la famiglia per la missione.
In tal senso saranno orientate le attività pastorali per essere in piena comunione con le altre comunità parrocchiali del decanato.

 
 
Scrivi
Web Master Salvatore Prisco
 
 
chiudi