Parroci della Basilica
Parroci della Basilica

La festa dell'Immacolata
fede, pietà popolare e tradizioni

I fedeli di Torre del Greco, dall'8 dicembre 1862, sciolgono un voto all'Immacolata, in seguito allo scampato pericolo di un'imminente eruzione del Vesuvio che minacciava il territori cittadino, proprio lo stesso giorno dell'anno precedente. I torresi hanno sviluppato un culto molto vivo all'Immacolata, non solo nell'ambito della festa liturgica dell'8 dicembre, ma in tutte le circostanze della vita ricorrono a Lei -soprattutto nelle situazioni di pericolo e di dolore, ed anche in quelle gioiose e nei momenti significativi- per invocare aiuto e protezione ed esprimere parimenti lode e gratitudine.

La parrocchia di Santa Croce ha ereditato questa tradizione che è nello stesso tempo spirituale e culturale insieme.

In questi anni, con le indicazioni dei nostri Vescovi, stiamo cercando di conservarla e ravvivarla soprattutto nei suoi elementi spirituali perché, come tutte le altre forme della pietà popolare, possa contribuire alla trasmissione delle nostre radici cristiane e non ridursi a fatto folcloristico o ad un occasione addirittura di controtestimonianza.

E' di attualità, quanto scrivevano i Vescovi della Campania nel 1973: "Le feste religiose sono testimonianza di fede e di vita cristiana, momenti forti dello spirito, che vuol vivere in letizia le grandi ricchezze della fede... Le processioni sono segno della Chiesa peregrinante verso l'attuazione del mistero pasquale di Cristo, testimonianza di fede e momento di grazia per lo sviluppo della vita cristiana".

In questo stile s'inserisce la proposta della novena al mattino, al pomeriggio e la suggestiva preghiera comunitaria serale tanto cara ai portatori del carro e alle loro famiglie che si ritrovano per la catechesi e per dare la buona notte a Maria.

Anche i diversi gruppi associativi presenti sul territorio, ogni anno sono coinvolti in una serie di manifestazioni culturali, artigianali e musicali con lo scopo di animare ragazzi e giovani, recuperando le tradizioni e valorizzando i talenti presenti nelle varie espressioni dell'arte e della cultura.
Mi è caro ricordare ad esempio la perfetta esecuzione, da parte del coro della Basilica, diretto dal maestro Giovanni Cipriano, del canto del Tota Pulchra musisato dal maestro Di Donna, parimenti il canto delle litanie e i canti mariani del repertorio tradizionale e moderno.
Sempre nell'ambito musicale è molto attesa la "serenata a Maria" con la partecipazione degli zampognari la sera della vigilia e prima della messa delle 4.00.

Quest'anno è da evidenziare la mostra dell'UCAI (Unione Cattolica Artisti Italiani) sulle varie fasi di realizzazione del carro trionfale.

Come sempre riscuote grande successo di partecipazione e di visitatori la mostra dei carri in miniatura realizzati dai ragazzi delle scuole elementari e medie che sono esposti nella chiesa dell'Assunta.

Infine la mostra artigianale dei giovani usciti dalla tossicodipendenza della comunità "Sicuramente Amici".

Una novità molto originale di quest'anno è data dal fatto che un bravo artista ha realizzato in miniatura la venerata immagine, soddisfacendo così al desiderio di avere in casa l'immagine della nostra Immacolata.

Infine, il calendario parrocchiale 2007, s'ispira a quel singolare affidamento alla Madonna cui ci stà abituando il nostro Vescovo Crescenzio: Ca ‘a Maronna c’accumpagni!
Nella consapevolezza di un cammino guidato dall'alto, il tema del carro trionfale 2006 "Maria fonte della bontà" è desunto dalla preghiera con la quale il papa Benedetto XVI conclude la sua prima Lettera Enciclica che ha per titolo "Deus caritas est" ("Dio è amore").

Per Benedetto XVI centro e cuore della vita cristiana è l’amore: siamo fatti per amare e non ci realizzeremo che amando. Eppure, questo incancellabile bisogno d’amore è continuamente frustrato anche nella nostra città e noi siamo ben convinti di portare il nostro specifico contributo attraverso le vie dell'arte, della cultura, della tradizione, nella consapevolezza che dove arriva il Vangelo dell'Amore, anche nelle sue forme ed espressioni più popolari, arriva un forte appello alla promozione dell'uomo e dei suoi valori più preziosi.


don Giosuè Lombardo

 
 
Scrivi
Web Master Salvatore Prisco

 
 
chiudi