Opere
Il ministero della parola
Vincenzo Romano, pur essendo vissuto due secoli fa, ha ancora da insegnarci
qualcosa di attuale e universale. Lo si può considerare un originale
anticipatore di non poche intuizioni pastorali che avrebbero preso piede
nella Chiesa del nostro tempo. Nel contesto di Torre del Greco, che
non lascia quasi mai nel corso della vita, il Parroco santo progetta
linee pastorali di azione con un raggio di estensione universale, che
hanno le loro punte più avanzate nel ministero della Parola e
nel Vangelo della carità.
Tra tutti i ministeri, quello che Vincenzo Romano considera prioritario
è l'annuncio della Parola di Dio, sul cui versante mette in atto
sia le sue doti di scrittore (si conservano opuscoli catechistici e
moltissimi testi di prediche) che di predicatore.
Predica ogni giorno alla sua gente e la domenica ben cinque volte. Il
nipote, don Felice Romano, attesta che la sua continua predicazione
"non arrecava tedio al popolo, perché sempre con piacere
accorreva per sentire la voce del proprio pastore, il cui predicare
era semplice, scritturale, patristico, pieno di sodi argomenti, senza
apparato di gonfie parole, inutili, offensive, ma dirette ad istruire,
a convertire i cuori".
Alla ricerca di strategie efficaci per l'evangelizzazione della gente,
egli introduce anche a Torre la cosiddetta "sciabica": un
metodo pastorale missionario, che consisteva nello girare per le piazze
ed i crocicchi nei giorni fesfivi, col Crocifisso in mano, per proporre
brevi prediche alle persone che raccoglieva e successivamente conduceva
in una chiesa, in modo da completare l'opera iniziata per strada.
Dalla Parola alla liturgia. Vincenzo Romano si preoccupa che ai sacramenti
si acceda con la dovuta preparazione e perché ci sia una partecipazione
attiva alla celebrazione dell'Eucaristia, per la quale egli scrive il
Modo pratico di ascoltare con frutto la S Messa. Con l'Eucaristia, Maria.
Egli si impegna a fondo per introdurre la preghiera comunitaria del
Rosario ogni sera. L'opuscolo che al riguardo stende per il popolo gli
è particolarmente caro.
Ma tutta la sua vita è segnata dalla presenza della Vergine Immacolata,
come punto costante di riferimento, di ispirazione e di speranza.
Il
Vangelo della carità
Ciò che colpisce nell'infaticabile parroco torrese è l'apertura
ai problemi umani e materiali della gente, di cui condivide gioie, dolori
e speranze. Al di là della carità spicciola, infatti,
Vincenzo Romano dimostra di essere un apostolo della carità sociale.
Egli si dedica all'educazione dei fanciulli e dei giovani nella sua
casa, dove gratuitamente tiene lezioni per i vari ordini di scuola.
Si impegna per la giusta composizione delle questioni economiche e sociali
esistenti tra gli armatori delle coralline ed i marinai che affrontano
la fatica e i rischi della pesca,nonché tra i "cambisti"
e gli armatori. Si interessa per riscattare i torresi caduti in schiavitù
dei corsari barbareschi. Gira con infaticabile zelo, per "sorprendere
i delinquenti", per distruggere addirittura i luoghi in cui la
delinquenza comune ed organizzata poteva attecchire per raduni e loschi
affari.
Non abbandona mai il gregge durante gli scompigli politici,né
durante le eruzioni del Vesuvio o le azioni carbonare. In questo senso
egli è un uomo sempre sulla strada delle persone da salvare,che
incontra dovunque, sulle pubbliche piazze, per le strade, le vaste campagne,
la Marina, le case.
Così
Vincenzo Romano è divenuto Santo, facendo il pastore della Parrocchia
di S. Croce per 35 anni e "struggendosi", come egli diceva,
per il popolo a lui affidato. E se i suoi contemporanei lo chiamavano
già "il santo", ciò avveniva non solo per la
sua eccelsa dottrina, e neppure per i fatti straordinari o miracolosi
a lui ascritti, bensì perché egli era, per essi, un segno
di salvezza, era l'amore di Dio e dei fratelli che si manifestava come
costante della sua vita e della sua azione.
Per questa sua amorosa sollecitudine, egli deve considerarsi anche modello
di carità pastorale per i sacerdoti, in modo particolare per
tutti i parroci desiderosi di vivere il loro ministero nell'ascolto
della Parola che salva, nella fede dell'Eucaristia che santifica, nella
sensibilità dell'amore che libera.